Il 26 agosto 2026 un’enorme massa di ghiaccio si è staccata da un ghiacciaio posto tra Tibet e Nepal e ha causato una immensa ondata di acqua, fango e rocce che è precipitata da una grande altezza e ha spazzato l’intera valle portando via tutto quello che ha trovato: case, ponti, strade, scuole, campi, vite umane e speranze.
La prima fase dei soccorsi viene gestita dall’Esercito Nepalese con elicotteri e droni, poi occorrerà dare cibo e riparo ai superstiti.
Il Nepal si trova in una zona sismica e l’ecosistema himalayano è fragile a causa delle piogge monsoniche e dello scioglimento sempre più veloce dei ghiacciai, quindi viene colpito frequentemente da disastri naturali piccoli e grandi, mentre l’estrema povertà è diffusa e la sanità è meno che scadente.
Per far fronte a tutte queste situazioni, molti anni fa il Monastero di Kopan ha creato un team di soccorso umanitario chiamato Helping Hand che ha fatto miracoli dopo il terremoto di grado 7.8 del 2015 e durante l’epidemia di Covid, usando in modo trasparente ed efficientissimo i fondi mandati dalla nostra Associazione grazie alla generosità di un gran numero di sostenitori.
Il gruppo Helping Hand è formato da monaci esperti di montagna con competenze organizzative e infermieristiche ed entrerà in azione appena le strade saranno praticabili e ci saranno fondi sufficienti per incominciare a operare.
Non si tratta solo di dare gli indispensabili aiuti immediati (cibo, coperte, ripari di emergenza ecc.) ma di ricostruire con tenacia e coraggio un intero tessuto sociale ed economico per dare prospettive a lungo termine alle persone colpite.
In particolare, il programma di intervento prevede di dedicare una cura speciale ai bambini la cui esistenza è stata così brutalmente sconvolta e alla ripresa della loro preparazione scolastica, premessa indispensabile per il loro futuro inserimento nella società.
